Il quadro normativo sulle professioni ordinistiche si prepara a una svolta: con l’approvazione in prima lettura del disegno di legge delega A.S. 1663, promosso dai ministri Marina Calderone e Carlo Nordio, si introduce il principio del compenso obbligatorio per i praticanti, si riorganizzano 15 ordini professionali e si inseriscono regole esplicite sull’uso dell’intelligenza artificiale nei codici deontologici. Il provvedimento, passato al vaglio del Senato con 81 voti favorevoli e 50 astensioni, prosegue ora l’iter alla Camera. La riforma, quando attuata tramite i decreti legislativi, riguarderà circa 700.000 iscritti agli albi.

Riforma in due tempi: cosa prevede la delega

La legge delega non produce effetti immediati: definisce i criteri che il Governo dovrà tradurre in decreti attuativi, nei quali saranno fissati importi, procedure e tempistiche. Il perimetro comprende: agrotecnici, architetti, assistenti sociali, attuari, consulenti del lavoro, dottori agronomi e forestali, geologi, geometri, giornalisti, ingegneri, periti agrari, periti industriali, spedizionieri doganali, consulenti in proprietà industriale e tecnologi alimentari. Restano escluse le professioni forensi, notarili e sanitarie.

I quattro assi portanti

  • Tutela economica dei tirocinanti con rimborso spese e indennità.
  • Confini chiari delle competenze tra attività riservate e libere.
  • IA nei codici deontologici, con responsabilità professionale piena.
  • Rispetto dell’equo compenso nei rapporti con i clienti.

Tirocinio professionale pagato: cosa cambia davvero

La riforma archivia il praticantato gratuito. Per chi intraprende il percorso verso l’albo arrivano due garanzie economiche distinte.

Rimborso spese obbligatorio

È introdotto un rimborso spese dovuto al praticante per i costi sostenuti nello svolgimento delle attività (trasferte, materiali, banche dati). Questa voce è espressamente obbligatoria e non rimessa alla discrezionalità degli studi.

Indennità di tirocinio con contratto

Accanto al rimborso, è prevista una indennità di tirocinio legata alle attività svolte. La corresponsione è condizionata alla stipula di un contratto formale tra studio e praticante. Saranno i decreti attuativi a stabilire se la formalizzazione contrattuale diventerà un passaggio obbligato, con relative sanzioni in caso di inadempienza. Senza questa chiarezza, la tutela rischia di rimanere parziale.

Regime transitorio e decorrenze

Le nuove misure si applicheranno secondo quanto sarà previsto nei decreti. È plausibile che valgano per i tirocini avviati dopo l’entrata in vigore delle singole norme attuative, con specifiche clausole transitorie.

Competenze professionali e accesso: linee nette tra attività riservate e libere

Il riordino punta a eliminare le zone grigie: tutto ciò che non è riservato per legge è di libera esercitazione. I decreti elencheranno sia le competenze esclusive di ciascun ordine, sia le attività condivise tra più categorie.

Percorsi formativi e standard europei

L’attribuzione delle prerogative sarà connessa a:
titolo di studio;
tirocinio e esame di abilitazione;
– allineamento ai livelli del Quadro Europeo delle Qualifiche (EQF).

Questa impostazione favorisce la comparabilità delle competenze anche in ambito internazionale.

Valorizzazione della consulenza

Viene riconosciuta in modo esplicito la consulenza come parte integrante dell’attività professionale nelle materie di competenza, con riflessi su iscrizione agli albi e applicazione dell’equo compenso.

IA e deontologia: responsabilità, trasparenza e formazione continua

Per la prima volta l’intelligenza artificiale entra nei codici deontologici delle professioni ordinistiche.

Paternità intellettuale e obblighi verso il cliente

L’IA è qualificata come strumento di supporto. La firma del professionista attesta sempre la paternità intellettuale dell’elaborato e comporta piena responsabilità civile e deontologica: non è ammessa alcuna “delega all’algoritmo”. Restano centrali la verifica critica dei contenuti generati e la tutela dell’utente finale.

Aggiornamento obbligatorio sull’IA

Gli Ordini, insieme alle Università, dovranno prevedere formazione continua obbligatoria su:
– limiti e potenzialità dei sistemi di IA;
– etica e bias algoritmici;
– gestione dei dati personali;
– trasparenza e corretto impiego degli strumenti digitali.

Equo compenso: applicazione rafforzata

Il disegno di legge integra il principio della Legge 49/2023: il compenso pattuito con il cliente dovrà essere sempre proporzionato alla qualità e quantità della prestazione. Sono nulle le clausole che comprimono in modo eccessivo il valore dell’incarico. La norma riequilibra il rapporto con i committenti “forti” (grandi imprese, banche, assicurazioni) e offre parametri oggettivi per le controversie.

Cosa dipenderà dai decreti attuativi

Il valore effettivo della riforma sarà definito nella fase successiva.

Contratto del praticante e sanzioni

Punto chiave: rendere realmente obbligatorio il contratto tra studio e praticante e prevedere sanzioni in caso di elusione, per garantire l’operatività dell’indennità.

Mappa delle competenze riservate

La definizione di elenchi chiari e aggiornati delle attività esclusive per 15 categorie dovrà evitare sovrapposizioni e vuoti normativi, tenendo conto dell’evoluzione tecnologica.

Qualità della formazione sull’IA

Sarà decisivo proporre percorsi formativi specifici per disciplina, concreti e misurabili, superando la logica dei corsi generici.

Vantaggi e opportunità per i candidati

  • Tutela economica certa: rimborso spese garantito e possibile indennità con contratto.
  • Regole trasparenti sulle competenze: maggiore certezza nell’esercizio professionale.
  • Aggiornamento continuo su IA: nuove skill spendibili sul mercato.
  • Equo compenso rafforzato nei rapporti con i clienti.
  • Allineamento agli standard europei (EQF): spendibilità delle qualifiche anche all’estero.

Procedura, tempi e cosa fare ora

  • Iter legislativo: il testo passa alla Camera per la seconda lettura. Una volta approvata la legge delega, il Governo emanerà i decreti legislativi entro i termini stabiliti.
  • Scadenze operative: importi minimi dell’indennità, durata dei tirocini, modalità di certificazione delle competenze e sanzioni saranno fissati nei decreti.
  • Come prepararsi:
  • verifica i requisiti formativi richiesti dal tuo Ordine;
  • informati sulle procedure contrattuali del tirocinio;
  • pianifica la formazione su IA e deontologia;
  • monitora gli aggiornamenti ufficiali per conoscere decorrenze e transitorietà.

Profili interessati e sedi di lavoro

La riforma tocca professionisti impiegati in studi privati, società di servizi tecnici e consulenziali, redazioni giornalistiche, imprese e enti pubblici laddove le attività richiedano l’iscrizione all’albo. I praticanti potranno operare presso studi professionali e strutture convenzionate, secondo le modalità che saranno disciplinate dai decreti.

Tipologia di “contratto” e inquadramento

Il rapporto praticante-studio sarà formalizzato tramite contratto scritto specifico per il tirocinio professionale. I decreti definiranno:
indennità minima e criteri di adeguamento;
– durata e orario del tirocinio;
– tutele assicurative e di sicurezza;
– modalità di valutazione finale e attestazione delle competenze.

Selezioni e prove

Per l’abilitazione resteranno centrali tirocinio, verifiche delle competenze e esame di Stato (o prove equivalenti previste dal singolo ordinamento). La riforma potrà ricalibrare contenuti e modalità delle prove, in coerenza con i profili professionali aggiornati.

Punti chiave in evidenza

  • Ente proponente: Governo, su delega del Parlamento (A.S. 1663 – Ministri Calderone e Nordio).
  • Platee coinvolte: circa 700.000 professionisti e 15 ordini.
  • Misura cardine: stop al tirocinio gratuito; rimborso spese obbligatorio e indennità con contratto.
  • Requisiti: percorso formativo coerente, tirocinio, abilitazione; riferimento al framework EQF.
  • Deontologia: IA come supporto, con responsabilità professionale integra e formazione continua.
  • Contratti con clienti: rispetto della Legge 49/2023 sull’equo compenso.
  • Prossimi passaggi: approvazione alla Camera e successiva adozione dei decreti attuativi che fisseranno importi, procedure, sanzioni e tempistiche.
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