Un nuovo avviso pubblico apre a incarichi professionali per profili esperti di mediazione culturale e linguistica: il Ministero della Giustizia – Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP) seleziona operatori per potenziare i servizi rivolti alla popolazione detenuta, con particolare attenzione ai cittadini stranieri e alle azioni di prevenzione del disagio. Le attività si inseriscono nel progetto “Integrando Mediazione 2026” e si svolgeranno in istituti della provincia di Brescia. Le candidature sono possibili fino alle ore 12:00 del 21 maggio 2026.

Incarichi disponibili e sedi di lavoro

Gli incarichi riguardano prestazioni di mediazione culturale e linguistica a supporto dei percorsi trattamentali e dell’inclusione sociale delle persone ristrette. Le sedi operative sono:
Casa Circondariale di Brescia “Nerio Fischione”
Casa di Reclusione di Verziano (Brescia)

Le attività includono:
facilitazione della comunicazione tra detenuti stranieri e personale degli istituti;
orientamento e supporto all’accesso ai servizi interni e territoriali;
sostegno ai percorsi rieducativi, prevenzione dell’isolamento e del disagio;
collaborazione con l’area trattamentale e gli operatori penitenziari per azioni integrate.

Il rapporto proposto è un incarico di lavoro autonomo.

Profili ricercati

Sono interessati alla selezione:
mediatori culturali e/o linguistici in possesso di adeguata qualificazione;
– operatori economici organizzati (ad esempio enti del Terzo settore, cooperative, soggetti giuridici) che impieghino professionisti qualificati e di comprovata esperienza nel settore della mediazione, preferibilmente con pratica in ambito penitenziario.

Requisiti di ammissione

Per partecipare è necessario possedere:
attestazioni di qualifica in mediazione culturale/linguistica rilasciate da enti accreditati;
godimento dei diritti civili e politici;
assenza di condanne penali e di procedimenti o misure ostative alla contrattazione con la PA;
regolare titolo di soggiorno (per i cittadini non italiani) o cittadinanza italiana;
requisiti generali previsti dagli artt. 94 e 95 del D.Lgs. 36/2023;
partita IVA (o impegno formale ad aprirla in caso di conferimento incarico);
conoscenza scritta e orale di almeno una lingua straniera;
assenza di rapporto di lavoro dipendente con il Ministero della Giustizia – DAP;
assenza di rapporti di parentela o clientela con persone detenute nei due istituti indicati;
iscrizione alla piattaforma Acquisti in Rete PA.

Per gli operatori economici organizzati è richiesto di dimostrare l’impiego di professionisti qualificati con esperienza comprovata in mediazione culturale, meglio se maturata in istituti penitenziari.

Durata, compenso e inquadramento

  • Tipologia contrattuale: incarico professionale in lavoro autonomo.
  • Durata: dalla sottoscrizione fino al 31 dicembre 2026.
  • Compenso: 25,00 euro/ora lordi ai fini IRPEF o al netto IVA, a seconda del regime fiscale.
  • Fatturazione e pagamento: liquidazione periodica su presentazione di fattura elettronica, previa verifica della regolarità delle prestazioni rese.
  • Previdenza e assicurazioni: l’incarico non comporta trattamenti previdenziali o di fine rapporto; è richiesto che l’incaricato si doti di coperture assicurative per infortuni e responsabilità civile.

Come avviene la selezione

La procedura è basata sulla valutazione dei titoli dichiarati e documentati. La commissione attribuirà punteggi considerando:
titoli di studio e specializzazioni inerenti la mediazione culturale e linguistica;
esperienze professionali nel settore;
– attività svolte presso l’Amministrazione Penitenziaria o in collaborazione con servizi della giustizia.

L’affidamento avverrà a favore del candidato con il punteggio più alto; in caso di parità è previsto sorteggio.

Modalità e scadenze per candidarsi

  • Termine: entro le ore 12:00 del 21 maggio 2026.
  • Invio: esclusivamente tramite PEC all’indirizzo istituzionale della Direzione degli Istituti Penitenziari di Brescia.
  • Oggetto della PEC: “Selezione per mediatori culturali – Istituti Penitenziari di Brescia – Progetto Integrando Mediazione 2026 I TRANCHE – cognome e nome”.

Documenti da allegare

  • domanda di partecipazione redatta sull’apposito modello richiesto;
  • curriculum vitae aggiornato (formato europeo);
  • copia di un documento di identità in corso di validità.

Le comunicazioni ufficiali sul prosieguo della procedura saranno inviate alla PEC indicata in domanda. È quindi essenziale verificare con regolarità la casella di posta certificata fornita in sede di candidatura.

Perché candidarsi: punti di forza dell’opportunità

  • Contesto professionale ad alto impatto sociale: si opera nella costruzione di ponti linguistici e culturali a sostegno dei percorsi di reinserimento.
  • Incarico flessibile: programmazione oraria compatibile con un’attività libero-professionale.
  • Valorizzazione delle competenze: la selezione premia formazione specialistica e esperienza nel sistema giustizia.
  • Durata definita fino a fine 2026, con possibilità di consolidare rapporti professionali con il Ministero della Giustizia – DAP.
  • Riconoscimento economico orario chiaro e tracciabile, con pagamenti periodici a fronte di regolare fatturazione.

Riepilogo essenziale

  • Amministrazione: Ministero della Giustizia – Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria
  • Progetto: “Integrando Mediazione 2026”
  • Profili: mediatori culturali e/o linguistici
  • Sedi: Casa Circondariale di Brescia “Nerio Fischione”; Casa di Reclusione di Verziano
  • Contratto: incarico di lavoro autonomo
  • Compenso: 25,00 euro/ora
  • Durata: fino al 31/12/2026
  • Selezione: valutazione titoli; in caso di parità, sorteggio
  • Domanda: via PEC entro le 12:00 del 21 maggio 2026
  • Allegati obbligatori: modello di domanda, CV europeo, documento di identità

I professionisti interessati che soddisfano i requisiti indicati possono preparare tempestivamente la documentazione, verificare l’iscrizione ad Acquisti in Rete PA, e inviare la propria candidatura entro i termini, valorizzando nel CV esperienze e qualifiche pertinenti alla mediazione in contesti complessi come quello penitenziario.

Fonte: clicca qui per leggere l’articolo completo

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